domenica 18 dicembre 2016

ALEPPO, TRUMP, PUTIN: SI APRONO RETTILARI E VERMINAI. PARTE 1.



“La Cia possiede ogni giornalista di una certa importanza nei media importanti”. (William Colby, ex-direttore della CIA)

“Fino a quando i leoni non avranno i propri storici, il racconto della caccia esalterà sempre il cacciatore”. (Proverbio africano)

“Verrà il tempo in cui un politico che abbia scatenato una guerra e promosso conflitti internazionali sarà altrettanto sicuro di finire sul banco degli imputati e magari anche nel cappio, quanto un assassino privato. Non è ragionevole che coloro i quali giocano d’azzardo con la vita delle persone, non debbano mettere a repentaglio la propria”. (H.G.Wells)

In calce una lettera di Vincenzo Brandi a Formigli di “Piazza Pulita” (La7), relativa a un suo autentico servizio alla menzogna e alla disinformazione sulla Siria nella puntata del 15 dicembre 2016, non adeguatamente contrastata da Alessandro Di Battista che, invece,  avrebbe potuto valersi dalle conoscenza e competenza del collega di partito Manlio Di Stefano.

Ultim’ora: ufficiali Nato nascosti ad Aleppo Est
Ci sono due ultim’ora che antepongo al pezzo qui sotto. Per l’ennesima volta, contravvenendo alla tregua di nuovo negoziata e sancita dall’inviato ONU, la feccia terrorista, ora assurta a martiri della rivoluzione democratica nel becero servilismo Usa-Nato-Vaticano di certe Ong italiote, ha rotto la sospensione tornando a sparare sui civili in fuga dal ridotto ancora sotto controllo Al Nusra (mascherato da Jabhat Fateh al Sham). Oltre 18mila sono intanto riusciti a raggiungere le zone liberate dove sono in corso enormi manifestazioni di giubilo popolare.


Il Consiglio di Sicurezza si è riunito a porte chiuse per occuparsi di una vera e propria deflagrazione in faccia a coloro, turchi, giordani, Nato, Usa, che si vantano di combattere le formazioni jihadiste. Le forze speciali dell’Esercito Arabo Siriano penetrate nelle zone sgomberate dai terroristi hanno catturato in un bunker diversi ufficiali europei della Nato.

Le urla scomposte che in queste ore vengono lanciate contro la Siria, Assad, la Russia e Putin, per l’immane colpa di aver difeso la civiltà e l’umanità dai rigurgiti dell’inferno,  dal menzognificio mediatico occidentale, dal gregariato politico e Ong, dagli strilloni da bassifondi dell’etica giornalistica e sociale come il talk-show de La7, l’osceno appello a Gentiloni di cui più avanti, le corrispondenze dal fronte e da New York, vorrebbero oscurare l’enormità di una sconfitta dei loro padrini. La virulenza senza precedenti di questo coro comandato a bacchetta dal direttore d’orchestra indica che costui ha in mente qualcosa di brutto, di molto brutto. Forse un segno è stato fatto dare all’eurosicaria Mogherini, quando, poche giorni fa, ha detto che, in vista di possibili giravolte di Trump, l’Europa deve adoperarsi per frantumare la Siria in tanti governatorati autonomi, lasciando al governo centrale il controllo su Damasco e poco più. Visto che con lo sbrindellato mercenariato jihadista tale obiettivo non si raggiunge, sarebbe implicito un intervento diretto. Con conseguente scontro con la Russia.

Ululati della belva ferita
Ci stupiamo tutti di fronte alla parossistica virulenza con cui quella che si definisce la “comunità internazionale”, sostanzialmente Nato, Ue, Usa e suoi clienti e vassalli, cioè coloro che si dispongono agli ordini della Cupola, ha reagito alla vittoria della Siria e dei suoi alleati ad Aleppo e all’elezione di Trump. Ma non ci sarebbe da stupirsi, dato che si tratta di reazione proporzionata all’enormità degli eventi sul piano degli equilibri di forza planetari.  Certo, la misura totalizzante del sincronismo, della sintonia e della compattezza con cui si stanno muovendo gli sguatteri mediatici di questa “comunità internazionale” (che, tra l’altro, non costituirebbe che la rappresentanza politica di un settimo dell’umanità) fa impressione soprattutto a chi ancora nutriva l’illusione che dalle nostre parti del mondo sopravvivessero brandelli di democrazia, di onestà e di libertà d’espressione non conforme.

Se si può dire che questi due avvenimenti non previsti, non pianificati e non graditi, nella madrepatria imperiale hanno spalancato la gabbia del rettilario mediatico (e si pensa a serpenti a sonagli  o boa  conscrictor come Washington Post, New York Times, BBC e affini), da noi, fatte le debite proporzioni, ci si dovrebbe ridurre a parlare di verminaio. E qui svettano lombrichi e tenie della forza dei capi del sindacato  dei giornalisti (parola grossa), compreso quello della più rinomata e autorevole emittente pubblica dell’intero globo terracqueo (UsigRai), con appresso gli anellidi di Articolo 21, quel coso fondato da Giuseppe Giulietti a difesa, ovviamente, di un’informazione plurale, onesta, competente e -. bum! – libera. E pensare che questi sedicenti sindacati, in quanto garanti della libera manifestazione del pensiero e della libertà di stampa, dovrebbero rappresentare qualsiasi legittima opinione che albergasse tra i propri iscritti. E non solo quella di chi sente suoi affini, forse maestri, gentiluomini che bruciano o annegano prigionieri,  ti educano il pupo facendogli tagliare gole, emancipano le donne mediante schiavitù sessuale… Una scandalosa violazione deontologica e statutaria che dovrebbe essere sanzionata dall’Ordine dei Giornalisti, sempre che un ente degno del nome esistesse.


Un sindacato à la carte nel bordello delle presstitute
In questo oceanico sottomondo di cialtroneria campano e prosperano, nel segno della meritocrazia come definita nei regimi della globalizzazione capitalista e, specificamente, nella sua espressione più evoluta napolitan-renziana, pisciarelli dell’informazione che, però, assurgono a cascate del Niagara quando si tratta di lubrificare con la saliva i percorsi degli elargitori di meriti. La crème de la crème di questi (FNSI, Usigrai, Art.21), che ci assicurano un’informazione rispettosa di tutte le fonti e tra esse equilibrata, come ci perviene da schermi ed edicole, si è sublimata in un appello al premier Gentiloni Silveri, conte di Filottrano, Cingoli e Macerata, come se una tale entità esistesse, perché intervenisse a salvare Aleppo dagli abominii inferti da Putin e Assad. Da questo Felice Sciosciammocca (vedi Eduardo Scarpetta), caratterista succeduto al bullo cazzaro che, però, attento ai malumori dei nostri esportatori, azzardava dei flirt con Mosca, chissà cosa si aspettano. Che mobiliti i residui Romanov all’assalto del Cremlino?

I cari colleghi di Aleppo!
Si parla di “mattanza dei civili” da parte dell’esercito regolare e, con l’inconfutabile certezza di chi ha visto con i propri occhi,  che “sono stati certamente trucidati numerosi civili  di sesso maschile, tra cui anche bambini, le donne vengono stuprate di fronte ai famigliari, alcune di loro, per sottrarsi a simili barbarie, stanno chiedendo ai propri congiunti (sentito con le proprie orecchie, ovviamente) di ucciderle”. Naturalmente nessuno di costoro ha visto o sentito una beata mazza. Anzi, l’altro nobile, il loro Conte Zio, Steffan De Mistura, inviato ONU, si è permesso di violare le coinsegne alle quali è legato, dichiarando netto netto che per tutte queste accuse non esiste al momento possibilità di verifica alcuna. Punto. Ma c’è poco da ciurlare nel manico, l’hanno visto e udito “i nostri colleghi che stanno raccogliendo queste testimonianze e che sanno di avere le ore contate”. Dove, incongruamente e disattentamente, agli appellanti sfugge  una scintilla di verità. E’  quando dicono “i nostri colleghi”.  Lo sono vostri, ragazzi, lo sono!

E sono  tutti altrettanti candidati al Pulitzer: “Aleppo Media Center”, intercambiabili con quelli della “Civil Defence”  e brulicanti tra le macerie, mentre dissotterrano bambini, incappellati da “elmetti bianchi”.  Abbiamo capito, sono quei “colleghi”  che, al pari dei loro angosciati vindici appesi all’intervento salvifico di un Gentiloni, nientemeno, bazzicano unicamente le zone occupate dai “ribelli” (“opposizione” per “il manifesto”). E con questi, come risulta da numerosi video e foto sfuggiti all’attenzione dei nostri appellanti, si mescolano quando si tratta di squartare qualche dissidente filo-Assad, o di celebrare l’avvenuta esecuzione tramite mitraglia della famigliola che, sottraendosi alla funzione assegnata di scudo umano, tenta di fuggire verso i quartieri liberati. Colleghi davvero, magari di mercenariato più che di giornalismo.

Il fatto è che la posta è troppo grossa per tenere i piedi la finzione di essere liberi informatori nelle libere democrazie occidentali. E troppo grosso è il committente di questi portatori d’acqua con le orecchie. Annidato tra Wall Street e Pentagono, si è trovato completamente spiazzato da due fatti inusitati di cui ha attribuito la paternità a un unico responsabile. La sconfitta delle proprie armate di lanzichenecchi in Siria, che tanto gli erano costate in armi, soldo, trasferimento dai quattro angoli del mondo e copertura propagandistica;  e la sconfitta nella corsa presidenziale di quella che doveva vincere perché fornitrice del migliore curriculum e delle più ampie garanzie. Con parallela vittoria della riserva in panchina di cui non si conosce bene l’affidabilità e che comunque, tra gli occupanti dei piani sotto l’attico della Cupola, sta suscitando turbolenze inopportune per la gestione dei processi in corso.
Nell’attenuarsi della potenza persuasiva della figura del “rivoluzionario democratico”, causato da una successione di sconfitte militari e sputtanamenti legati alle qualità morali, alla simbiosi con i comandi Nato e Golfo; nel logorìo della “guerra al terrorismo” per sovraesposizione, sovraestensione e sovraoperazioni terroristiche False Flag; un nuovo uomo nero urgeva. E non poteva che essere Putin, il grande e nefasto intralcio alla fin lì indisturbata marcia, su macerie di nazioni e cimiteri di popoli e classi in eccesso, della globalizzazione di un dominio unipolare e, soprattutto, unicupolare. (Segue)
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 Gentile Dott. Formigli,
La batosta ricevuta dai gruppi terroristi ad Aleppo ha scatenato un'isteria anti-Assad ed anti-russa che ha sorpreso persino me (che pensavo di non potermi meravigliare più di nulla) per la sua virulenza estrema.
Si è distinta, tra gli altri, la giornalista Rula Jebreal che durante la trasmissione da Lei condotta ha sparato con la massima faccia tosta balle e sciocchezze madornali che non possono essere ignorate.
Aleppo era fino al 2012 la città più prospera e tranquilla della Siria, ricca di industrie ed attività commerciali. Non vi era stata alcuna manifestazione antigovernativa. Nell'estate di quell'anno fecero improvvisamente irruzione in città bande jihadiste armate fino ai denti provenienti dalla Turchia. Gran parte di questi militanti non erano nemmeno siriani, ma Ceceni, Uiguri del Sinkiang cinese, turchi, turcomanni, libici, tunisini, ecc.
Alcuni quartieri furono occupati; gli abitanti che non erano fuggiti furono presi in ostaggio; fu tagliata l'erogazione dell'acqua verso i quartieri non occupati (dove vivevano i tre quarti della popolazione); tagliata l'energia elettrica; impedito per molto tempo l'arrivo di aiuti e rifornimenti finché l'esercito non riuscì a ripristinare una via d'accesso alla città.
Ogni giorno la parte della città rimasta sotto la protezione del governo e dell'esercito era bombardata a casaccio con i mortai e quei cannoni improvvisati che lanciano bombole di gas rinforzate con chiodi e rottami di ferro chiamati "cannoni dell'inferno".
L'accerchiamento e poi lo sgombero dei terroristi (guidati da Fatah Al Sham, ex Al Nusra, cioè Al Queda) dai quartieri, da loro occupati per 4 anni, da parte dell'esercito, con l'aiuto dei Russi e dei combattenti di Hezbollah, è stata accolta con giubilo dalla grande maggioranza della popolazione che non ne poteva più e chiedeva all'esercito di intervenire con decisione.
Se ne parla nelle numerose testimonianze da parte di numerosi cittadini di Aleppo, come il vescovo cristiano maronita di Aleppo Tabji, spesso in missione qui a Roma per chiedere aiuto, o il Dott. Nabil Antaki, le cui testimonianze penso Le siano già pervenute da altre fonti. Si possono comunque consultare i siti di informazione quali www.oraprosiria, www.sibialiria, www.antidiplomatico, CIVGinforma, ecc.
Inoltre penso sia doveroso per ogni giornalista serio consultare non solo Al Jazeera, la Reuters, o l'Associated Press, ma anche l'agenzia siriana SANA, Russia Today, l'iraniana Fars o la cinese Xinua, che possono trovarsi sul sito "siria latest breaking news search 24/7" che riporta tutti i giornali e le agenzie del mondo.
Naturalmente ciò che vale per Aleppo, vale per tutta la Siria. L'unica speranza per quel martoriato paese è che tutti quegli stati che stanno conducendo una guerra per procura contro la Siria (Arabia Saudita, Qatar, Turchia, USA, UK, Francia, e ahimè anche l'Italia) smettano di interferire, ritirino le sanzioni che affamano la popolazione costringendola ad emigrare, riallaccino le relazioni diplomatiche, smettano di rifornire continuamente i cosiddetti "ribelli" con finanziamenti, armi e nuovi mercenari freschi provenienti da 90 paesi.
E si smetta anche con la favoletta delle "prime manifestazioni pacifiche" del 2011 represse, per cui sarebbe nata la rivolta armata. Le armi, i mercenari, le quinte colonne per provocare un cambio di governo violento erano già pronte da anni, come ammesso pubblicamente, ad esempio, dallo stesso comandante della NATO, gen Clarck, già nel 2006!
L'avvenire della Siria e chi la deve governare deve dipendere solo dai Siriani.
Cordialmente, Vincenzo Brandi, militante pacifista ed antimperialista con la Rete No War e la Lista No Nato.


8 commenti:

Anonimo ha detto...

Più che di riforme si tratta di Restaurazione.... in senso ottocentesco.

Roberto Catalano ha detto...

ciao ... non ci sto' capendo nulla altri amici comuni la pensano completamente all'opposto sui 5stelle e in particolare su Manlio Di Stefano definendolo un fascista della peggior specie ... che caxxxo succede ? me so' perso qualche puntata??? quhttps://www.facebook.com/ManlioDiStefano/photos/a.167166686674799.38454.152760598115408/1334838066574316/?type=3
saluti
Roberto Catalano

Anonimo ha detto...

bella lettera peccato nata morta dato che le informazioni giuste ogni giornalista degno di questo titolo conosce, si dice "tengono famiglia" ma vorrei sapere come faranno una volta riconosciuta la verità degli accadimenti in Siria a spiegare ai figli che il loro smartphone fatto trovare sotto l'albero è costato il sangue di migliaia di innocenti

Fulvio Grimaldi ha detto...

Roberto Catalano@
I tuoi amici sparano cazzate da frustrati. Sono quelli che vedono fascisti ovunque ci sia gente che fa le cose che loro non fanno più, tipo le lotte contro la guerra, per l'ambiente, contro le banche,contro l'assalto alla democrazia. Eccetera. Di DI Stefano basta seguire le attività in parlamento e in FB. Mandali al diavolo, quei tuoi amici fregnoni.

Paolo Selmi ha detto...

Ciao Fulvio!

"I bambini russi per i bambini siriani": un'azione che vale oltre quaranta tonnellate di regali e regalini appena arrivati via aerea dalla Russia (https://ria.ru/syria/20161219/1483929132.html). Spero che non lo sappia mai la nostra stampa altrimenti mi immagino già i titoli: "Strumentalizzano anche i bambini (prima di mangiarli)".

Siriani, russi, ezbollah, milizie iraniane, hanno fatto il "lavoro sporco" per liberare Aleppo. Ora, giustamente, arriva l'ONU. Va bene, volete gli osservatori internazionali per controllare le operazioni di evacuazione? Nulla da eccepire da parte russa, a parte il fatto che non si vuole di un problema crearne due: nel corso degli ultimi sette giorni, terroristi hanno continuato a sparare sia sulle zone di evacuazione, sia sulla rotta che portava i pullman a Idlib. E qui, ci vorrebbero far credere, osservatori ONU, Croce Rossa, Mezzaluna Rossa, si muoverebbero agevolmente senza colpo ferire. Da qui la controproposta russa che ha creato un compromesso al voto oggi in consiglio di sicurezza. (https://ria.ru/syria/20161218/1483921946.html).

Giusto per inciso, soltanto ieri, nel Donbass, sono morti dieci soldati ucraini e venti sono rimasti feriti (tutti appartenenti alla 54° brigata) nell'ennesimo tentativo, respinto ovviamente, di forzare a Kalinovka le difese delle milizie popolari di Doneck e Lugansk in direzione Deval'cevo (http://cigr.net/glavnoe/27215-donbass-operativnaya-lenta-voennyh-sobytiy-19122016.html). Morti e feriti che si vanno ad aggiungere ai 9.758 morti e 22.779 feriti certificati dall'inizio del conflitto (dati ONU aggiornati all'ultimo report datato 8/12/16 ripresi dalla stampa russa http://www.vz.ru/news/2016/12/8/848290.html e non https://article.wn.com/view/2016/12/08/Conflict_in_Ukraine_continues_to_take_civilian_toll_UN_human/ ). Domanda secca (e retorica, purtroppo): dove sono gli osservatori OSCE che dovrebbero, in teoria, calmare i bollenti spiriti del cioccolataio Parascenko e delle squadracce naziste dei suoi amici? A quaglie, lo sappiamo.

Anche qui, però, leggendo i rapporti ONU che dovrebbero essere imparziali, si parla di violazini dei diritti umani, crimini, ecc. Altra domanda secca: perché allora quel milione (dicesi 1 milione) di profughi dal Donbass (dati ufficiali: "solo" 730 mila http://ruspravda.info/Poluchitsya-li-zaselit-Rossiyu-bezhentsami-iz-Ukraini-6720.html), invece di gettarsi in UE, la patria dei diritti umani, dove li accoglierebbero a braccia aperte (così come accolgono profughi dall'Africa e dal Medio Oriente…) decide rifugiarsi ancora oggi, dopo anni di conflitto, in Russia? Lo sa, qualcuno, in Occidente, questo? Russi che si beccano, allo stesso tempo, un milione di profughi dal Donbass e sanzioni …

Rido per non piangere, e per farmi passare l'incazzatura, soltanto perché quando parlo con i russi (gente normale, come noi, non parlano come ivan drago e non mangiano i bambini!) di questo ed esprimo in genere la mia indignazione per questo clima da guerra fredda, mi rispondono sempre ridendo: "nichego strashnogo (lett. "nulla di terrificante", non fa niente…). Ci sono abituati…

Un caro saluto e
teniamo duro.
Paolo

Roberto Catalano ha detto...

allora si .... me so' perso qualche puntats

Anonimo ha detto...

Fulvio,amici fregnoni purtroppo sono trasversali.
Ti ho gia' detto delle luci oscurate per Aleppo nel comune a (pessima ,secondo me)amministrazione 5s di Livorno ...
Luca.

Anonimo ha detto...

Forse i Russi non sono come noi,caro Paolo.Sono parecchio piu' intelligenti.
Perche' quelle merde che governano la ue qualcuno li ha eletti.E qualcuno di quei giornali di merda che abbiamo noi qualcuno li ha ...letti.
Un saluto.
Luca.