lunedì 19 dicembre 2016

UN MINUTO A MEZZANOTTE: COLPO DI STATO IN USA, GUERRA ALLA RUSSIA, ARMAGEDDON? Aleppo, Trump, Putin: rettilari e verminai. Parte 2.



(Segue da Cap.1. Dove si era parlato di rettilari atlantici e verminai italioti scatenati su di noi per accecarci, assordarci e ammutolirci,  davanti all’inaudito spettacolo della sconfitta con sputtanamento a 360 gradi subita in Siria, e non solo, da coloro che dei rettilari e verminai sono i domatori e gestori)

ULTIM’ORA  Andrey Karlov, ambasciatore russo in Turchia è stato ucciso ad Ankara da un singolo attentatore mentre stava inaugurando una mostra fotografica.
La gravissima provocazione è stata accompagnata dalle urla "Ricordati di Aleppo" e "Allah U Akbar", tanto per indicare una paternità. Il killer, che ha agito indisturbato per diversi minuti, è stato ucciso dalla polizia. Ti pareva. E' il sistema: non devono poter parlare, proprio perchè avrebbero moltissimo da dire. I mandanti sono i soliti, lo sanno anche i russi. Sapranno reagire?

Sulle prime si può dire:
Che la sicurezza a protezione dell'ambasciatore era nulla. Nonostante che in Occidente sia in atto uno tsunami antirusso. La mancanza di protezione al più minacciato ambasciatore del paese rivela i mandanti. E questo va imputato al regime turco e all’organizzazione Nato di cui fa parte. Ma i russi non potevano premunirsi?
Che la sequenza di provocazioni terroristiche contro la Russia si arricchisce del più grave episodio possibile sul piano diplomatico e politico, seguendo l'abbattimento del Sukhoi 24 russo nel novembre 2015.
Che l'attentato viene 24 ore dopo la liberazione totale di Aleppo e la cattura da parte dei siro-russi del manipolo di ufficiali Nato, anche americani, israeliani di altri paesi occidentali, rintanati ad Aleppo Est da dove dirigevano il mercenariato  terrorista. Cattura che ribadisce, oltre ogni dubbio, l’identità di chi manovra il terrorismo internazionale, in Medioriente e nel mondo (vedi in fondo al pezzo).
Che Mosca farebbe bene a smettere di fidarsi di Erdogan, Kerry, Onu,e concludere con costoro accordi di tregua o altro, sistematicamente traditi e volti a favore dei mercenari di Nato, Golfo e Turchia.
Che tutto il terrorismo, islamista e non, è creatura USraeliana con il concorso di alleati e vassalli e, dunque, uno che si presenta come vendicatore di Aleppo liberata è uno strumento al servizio dei mandanti del terrorismo.
Che l'assassinio arriva nel momento del diapason di una forsennata campagna anti-russa e anti-Putin che, su input principale di una Cia in piena fase eversiva, sostenuta da un Obama in vena di colpi di coda demenziali, ha fatto mobilitare i servizi segreti e i media di tutto l'Occidente con al centro l'accusa,  tanto idiota quanto assurda, che Putin avrebbe manovrato, hackerato, cospirato, per demolire Hillary e far vincere Trump, per il quale dunque si dovrebbe prospettare un'operazione di rimozione, perchè traditore della patria, prima che venga insediato. Regime change, questa volta a casa. 
L’eventualità dell’impedimento a Trump, in una forma o nell’altra, a insediarsi presidente, attraverso il voto negativo del Comitato degli Elettori o altri strumenti, rischia di provocare qualcosa di simile a una guerra civile in Usa. Occasione per le definitiva fascistizzazione del paese. I campi di internamento sono già stati allestiti dalla FEMA (Protezione Civile) in tutti i 52 Stati dell'Unione, su ordine espresso di Obama.

Ci sta precipitando addosso qualcosa di brutto. 

E così i sibili del cobra uscito dal rettilario mediatico imperiale, passati per i latrati, squittii  e grugniti del bestiario eurocoloniale, per finire tra gli ultrasuoni di lombrichi e vermi solitari brulicanti nel cortile della marca Italia (e chiedo scusa per la pigra riproposizione di queste speciste similitudini animali)  hanno invece finito con lo schiarirci la vista e stapparci le orecchie. Ora sappiamo che:

       Putin ha personalmente hackerato, via Wikileaks, i computer del Partito Democratico e di Yahoo per svergognare Hillary e far vincere The Donald, amico suo. Non c’è la minima prova, Assange ha smentito, un alto diplomatico britannico, Craig Murray, ha confermato la smentita e l’origine interna dell’intervento sulle mail del Partito Democratico e di John Podesta, direttore della campagna di Hillary e sabotatore di quella di Sanders. Ma la Cia  lo ha detto a un oscuro e anonimo sito internet, PropOrNot, di sua creazione. Questi lo ha detto al Washington Post che lo ha detto all’universo mondo. Prove? Zero. Anzi, Il Washington Post ritratta e viene dimostrata l’esistenza di una gola profonda democratica che ha fornito a Wikileaks certe sconcezze prodotte dagli altifondi del partito per bloccare il rivale di “sinistra” Sanders. Ma che fa. Con fonti impeccabili come la Cia, come dubitare?

 (Piuttosto sarà interessante scoprire come si scioglie l’enigma di una Cia che dà addosso all’infiltrato di Putin Trump, di un FBI che ha fatto sgambetto a Hillary favorita della Cia, di un complesso militar-industriale che si vede onorato di torme di generali nella nuova amministrazione, insieme, però,  a promesse di pesanti tagli agli F35 e altri suoi redditizi giocattoli, di bacetti soffiati a Mosca e di telefonate alla dinamite fatte a Taiwan e contro Pechino. Un bel casino, in attesa che il burattinaio riconduca questo ambaradan a unità strategica).

2    Fino a ieri infestavano il  Medioriente, fiere schiere di subumani recanti il logo di Isis, Al Nusra, Al Qaida e sottosigle varie e con quelli si erano fatti conoscere, in video di indubbia fattura hollywoodiana, come orrende materializzazioni di film e videogiochi dell’orrore con cui Hollywood ci educa ai culti dello Zeitgeist moderno. Di colpo, grazie all’effetto Aleppo Est come elaborato da rettili e vermi, si sono miracolosamente trasformati in civili, eroi e martiri della democrazia, esposti al genocidio per mano del mostruoso Putin e degli apprendisti stregoni Assad, Hezbollah, iracheni e iraniani.

Gazzettieri CIA, sveglia!

Tali sono la frustrazione che questo tsunami senza precedenti di menzogne, calunnie, logiche surrealiste rivela, tale è la mobilitazione contro la Russia di tutto il mobilitabile dal New York Times ai vermiciattoli del “manifesto”, che davvero c’è stavolta da temere il peggio. Hanno dato la sveglia a quei giornalisti europei che, dopo l’Ucraina e per il risentimento dei tanti padroni italiani nei confronti delle sanzioni  antirusse che colpivano più il loro business che i russi, si erano un po’ assopiti. Ma come, si beccano dalla Cia 20.000 dollari di primo ingaggio e poi dormono?

Mai dimenticarsi di Udo Ulfkotte, l’ex-editore del più autorevole quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung che, confessato di essere stato per una vita al soldo della Cia, ci ha rivelato, mai smentito, che non meno dell’80% dei giornalisti che contano nei media che contano sono a libro paga della Cia. Eseguono, in cambio di quell’ingaggio, di viaggi-premio a New York, di avanzamenti di carriera e altri benefit, quanto gli è commissionato volta per volta. Da un bel po’ di tempo a questa parte, diciamo dal fiduciario Rothschild, Eltsin, in qua, l’ordine di servizio è una robusta e martellante campagna russofobica e anti-Putin. Aprite i giornali, ascoltate la corrispondente da New York, o da fronti di guerra, seguite gli analisti nel talkshow, scorrete l’elenco degli appellanti di cui sopra, fate attenzione alla lobby talmudista e poi rileggetevi Udo Ulfkotte. E se non vi basta, considerate anche questa orgogliosa rivendicazione dell’ex-direttore della Cia William Colby: “La Cia possiede ogni giornalista di una certa importanza nei maggiori media”.
 
Anche Bergoglio è della crociata
Mi chiedo se questo vale anche per i papi. L’altro giorno, al culmine delle efferatezze dei terroristi sulla gente che scappava da Aleppo Est, dal rettilario del Vaticano è uscita un sibili diretto… ad Assad, a chi se no? La lettera del Bergoglio, già connivente con i generali della dittatura argentina, chiedeva al presidente siriano che difende il suo popolo da 6 anni di assedio del mondo, di “smetterla con la violenza, di non violare i diritti umani”. Mica a Obama l’ha mandata’sta fetecchia, mica a Erdogan, mica a re Salman… E’ la ciliegina su una torta impastata di ossa e sangue e da lui benedetta. L’aveva già fatto uguale il Ratzinger: noblesse oblige. Del resto il gesuita argentino che ha spodestato quello tedesco, si era già fatto valere per la sua irreprensibile fedeltà alla libertà e correttezza di comunicazione: Inserendosi nel pandemonio anti-libertà d’espressione (roba consueta nella Chiesa di Roma) come rappresentato dalla campagna contro le cosiddette “fake news”, ha sentenziato che è “peccato grave diffonderle, anziché educare il pubblico e certi scandali non vanno pubblicati, anche se sono veri” (sic!!!).

Tornando da Ulfkotte  il pentito tedesco ha anche raccontato come gli stessi servizi tedeschi venissero da lui a chiedergli di scrivere di Gheddafi e russi. E alla sua obiezione che non ne sapeva abbastanza, gli fornivano i materiali opportuni. Cosa pensate che succeda da noi che, come i tedeschi, abbiamo gli americani in casa a occupare basi, ministeri e servizi, con uno come Marco Minniti, testè elevato al rango di ministro degli Interni, ma che vanta una vita intera, a partire dal sodalizio con il noto Cossiga, spesa nei cunicoli di servizi segreti che a quelli Usa stanno come, per ripetere l’iniqua metafora, la vipera sta al cobra?

Sono i russi a decidere chi va nella Casa Bianca, mica la Cupola

E’ fantastica, affascinante, virtuosissima, la capacità di questi di volgere la realtà nel suo contrario. I russi hackerano gli Usa al punto da poter rovesciare gli esiti numerici di un’elezione presidenziale. Sottraggono milionate di dati, spiano, cospirano. Sa di ’ classico transfert freudiano: infatti su tutto questo ci piove come fosse Katrina. Fino a ieri, a schiarire la notte universale della privacy era stata la NSA statunitense, massima agenzia di spionaggio Usa ad essersi accomodata nei computer, tablet, smartphone e, dunque, nella vita privata di miliardi di persone, fin nelle blindatissime stanze di capi di governo o Stato come Merkel o Rousseff. Sparita, lavata con Dash, anzi da hacker russi.

Fino a ieri i russi, bene o male, ammesso a denti stretti, erano intervenuti a fiancheggiare americani, Nato e illuminati del Golfo nell’epocale lotta contro la barbarie dei tagliagole, scuoiatori, crocefiggitori, bambini giustizieri, schiavisti sessuali  jihadisti e, dal momento che ci stanno riuscendo (tra l’altro sopperendo a bombardamenti Usa, finti, su Isis e Al Qaida e, veri, su civili e infrastrutture irachene e siriane), ecco che diventano quelli che, con Assad, radono al suolo Aleppo Est, vi “bruciano vivi i bambini” (Il Fatto Quotidiano e altri) massacrano le “opposizioni”  e sterminano civili con i barili-bomba (mai visti né documentati). Civili che sarebbero 100mila nei 2,5 km quadrati  riconosciuti ancora sotto Al Nusra e Co.: la più alta densità demografica del mondo…. Prima si parlava di 100mila bambini su 250mila abitanti in Aleppo Est: la popolazione, a dispetto della catastrofe in cui vegetava, più prolifica del mondo…..Da Aleppo Est, si afferma ora, sono riusciti a mettersi in salvo 18mila e pare ne siano rimasti pochini….

Tanto bruciano, non tanto gli immaginari bambini pianti delle nostre antenne ripetitrici, detti giornalisti, quanto lo sconvolgimento geopolitico determinato dalla sconfitta dei propri surrogati, da far abbandonare all’inquilino in uscita dalla Casa Bianca ogni finzione di combattente anti-terrorismo. La riconquista di Palmira è avvenuta perché, nell’urgenza di controbattere allo smacco di Aleppo, il primo di quella portata strategica dai tempi di Saigon, a Obama è stato detto di dismettere ogni finzione. Con i gregari curdi, travestiti da Forze Democratiche Siriane, ha aperto e accompagnato il trasferimento di 5000 mercenari Isis da Mosul, riaprendo a forza di bombe la strada che le milizie popolari irachene e iraniane avevano bloccato, per Raqqa e quindi per Palmira, presieduta da appena 1000 soldati siriani. E qui qualche domanda dovranno pur porsi i russi circa intelligence, osservazione e prevenzione.

O zitti o in galera? Se la scampiamo lo dobbiamo ad Assad.
La conclusione di quanto abbiamo preso in considerazione è, in misura sempre più evidente e drammatica, la seguente: In Occidente la libertà di stampa, e più ancora l’onestà di stampa, sono state uccise. Al di là  di una sempre più grossolana e strumentale deformazione dei fatti, delle cause, degli effetti, la dimostrazione ultima di questo assunto viene da un dato incontrovertibile e che si è andato radicalizzando man mano che le difficoltà per l’Impero crescevano. La voce dell’altro, qualsiasi voce non controllata, deve essere soppressa. A partire dal bombardamento, o dalla neutralizzazione tecnica, delle centrali di comunicazione dei paesi aggrediti, in Serbia, Iraq, Libia, Siria, Iran, fino alla demonizzazione di organi d’informazione della massima affidabilità e professionalità, come RT, o Sputnik, o Press TV (Iran), o Telesur (Venezuela), perché appartenenti a Stati dichiarati nemici e dunque ontologicamente inattendibili. Una dimostrazione di insicurezza e di timore di verità altre che denota l’aleatorietà della propria, non meno di quanto la riveli la repressione dei vari cosiddetti negazionismi. Che sono quelli in cui il bue dà del cornuto all’asino.

Ultimamente si è arrivato al diapason di questa campagna di apartheid delle notizie e opinioni, di chiusura nei campi di concentramento della censura  di ogni voce non solo mediatica, ma soprattutto di rete, che non sia riconosciuta e patentata voce del padrone. In Germania e Francia sono passate norme che puniscono i diffusori di “fake news”, cioè di verità altre (si era cominciato con il carcere ai “negazionisti”). E’ di nuovo il Washington Post a lanciare la campagna contro il nemico del momento, appunto queste “Fake News”, notizie false, bufale, campagna ormai estesa all’intero armamentario mediatico occidentale, con protagonista di nuovo l’immancabile Russia, ma con obiettivo diretto e nominato i “social network”. Quelli che chiamiamo MSM (Main stream media), quelli che, con il fantoccio Powell, hanno esibito al mondo prove delle armi di distruzione di massa di Saddam, quelli che si sono inventati le bombe sul proprio popolo di Gheddafi e Assad, quelli che ci hanno rifilato l’11 settembre come lavoro di Osama bin Laden, quelli che, con appresso i chierichetti dei diritti umani,  definiscono dittatura ogni governo il cui paese vogliono sbranare e il cui popolo depredare ed eliminare, quelli del più turpe menzognificio non religioso mai esistito, quelli che il più grande masskiller nella storia dei presidenti Usa è stato “il migliore presidente dopo Washington e Lincoln”, quelli che a Kiev hanno salvato la democrazia, quelli che a Dresda (200mila morti a guerra spenta, più che a Hiroshima) hanno salvato la Germania dal nazismo..

Queste epica associazione a mentire per delinquere ha iniziato la caccia alle “fake news”, ai bugiardi annidati nella rete e ovunque si esprima anche solo un alito di dissenso,  di alterità. Ci stanno venendo a prendere tutti. Neanche un granello di sabbia deve inserirsi negli ingranaggi della guerra contro la Russia. Quella che deve mettere Trump davanti al fatto compiuto, o ce lo deve costringere (mentre lui magari pensava a staccare la Russia dalla Cina per poi fare la guerra al bersaglio più grosso)…

Da Aleppo verso il futuro, come da Stalingrado
Aleppo è liberata e il concerto umano ha ragione di levare inni alla gioia. Palmira lo sarà sicuramente, lo hanno promesso Assad e Putin e sono  le parti più affidabili. Poi dovrebbe toccare a Idlib nel nord, ai miserabili curdi delle pulizie etniche a nord est, a Deraa nel Sud. Per ricomporre la Siria libera, sovrana, socialmente equa, antimperialista e anti-sionista che abbiamo conosciuto dal momento della sua indipendenza e della liberazione dal colonialismo francese in poi. Tutto questo, però, costituisce un tale affronto a chi s’è visto strappare di mano il timone, da farci aspettare di tutto. Un tutto che dai soliti noti ci verrà presentato come l’ineluttabile necessità di salvarci dall’orso russo avviato a divorarci tutti.
Questi occhiuti cronisti, circospetti analisti, pensosi commentatori, sdegnati umanitari che appendono striscioni per Aleppo ai municipi, come già per altri falsi scopi, Giulio Regeni, le due Simone, Sakineh Ashtiani, la Shalabajeva (complice del furfante banchiere kazako  Ablyazov, inseguito per furti di milioni dalle polizie di mezzo mondo, ma qui fatto passare per dissidente)  e altri martiri inventati dell’imperialismo, si scordano  un piccolo particolare. 

Chi ha iniziato tutto questo, chi ha sconquassato la Siria e l’intero Medioriente ammazzando tra Iraq, Libia, Siria e Yemen, più di tre milioni di innocenti esseri umani? Chi ha assoldato in giro per il mondo trucidi e psicopatici arnesi della più efferata violenza e li ha lanciati contro Stati sovrani, popoli sereni e pacifici, civiltà millenarie, a compiere inenarrabili orrori per poi, nel nome della guerra al terrorismo, completare in prima persona le devastazioni e i genocidi, svuotare i paesi degli esseri sopravvissuti, perché  a quei popoli sia negato il futuro e, a forza di alluvioni umane, sia compromesso quello di paesi europei da tener sotto scacco, con l’effetto non tanto collaterale di ridurre a Stati di polizia e di mafia i paesi nati dalla resistenza antifascista? 

NATO TERRORISTA
Il deputato al parlamento siriano e presidente della Camera di Commercio di Aleppo, Fares Shehabi, ha pubblicato una prima lista, non esaustiva, degli ufficiali stranieri (Nato e Golfo) arrestati nel bunker di Aleppo Est da dove coordinavano le operazioni dei terroristi di Al Nusra e associati. Si tratta di ufficiali che hanno declinato le proprie generalità e ammesso la loro funzione. Sono stati catturati altri militari di nazionalità diverse,  britannici, tedeschi, francesi, di cui i nomi non sono stati ancora resi noti. Nessuna smentita da parte dei governi degli ufficiali arrestati. Molte conferme dai media.
Mutaz Kanoğlu — Turquie
David Scott Winer — États-Unis
David Shlomo Aram — Israël
Muhamad Tamimi — Qatar
Muhamad Ahmad Assabian — Arabie saoudite
Abd-el-Menham Fahd al Harij — Arabie saoudite
Islam Salam Ezzahran Al Hajlan — Arabie saoudite
Ahmed Ben Naoufel Al Darij — Arabie saoudite
Muhamad Hassan Al Sabihi — Arabie saoudite
Hamad Fahad Al Dousri — Arabie saoudite
Amjad Qassem Al Tiraoui — Jordanie
Qassem Saad Al Shamry — Arabie saoudite
Ayman Qassem Al Thahalbi — Arabie saoudite
Mohamed Ech-Chafihi El Idrissi — Maroc

14 commenti:

SHAKESPEARE FOR PUBLIC SPEAKERS ha detto...

Bravo Fulvio, se mi e' permesso, e bravo Vincenzo Brandi. A costo di essere pleonastico, lo svolgersi degli ultimi eventi costituisce (forse, anche se spero di no), la fase risolutiva del programma talmudista di modellare il mondo secondo, appunto, il Talmud.
Chiaramente, far passare fatto obiettivo per razzismo e' comodo metodo per condannare ogni. Tuttavia, anche se indigeribile, bisogna ammettere il totale asservimento usraeliano ai principi e agli obiettivi sionisti. Peraltro, ritengo che oggi la stessa etichetta 'neocon' sia un eufemismo per 'talmudismo.'
Un commento a un blog non e' luogo per disquisizione storico-politica. Ma occorre, poco per volta, far aprire gli occhi alle masse e dimostrare loro chi controlla i media, Hollywood, Wall Street e la Federal Reserve. Federal Reserve che stampa i dollari (carta) e li presta al governo americano a interesse pagabile dai contribuenti con il loro proverbiale sudore della fronte. E l'aprire gli occhi consiste anche nell'esporre chi detta e ripete a iosa le palle sulla Russia, Siria, etc. etc. (a partire dal New York Times, Washington Post etc.).
Il denaro, si sa, e' lo sterco del demonio. I talmudisti lo stampano e possono distribuirlo a iosa e a chiunque sia disposto a vendere l'anima (eufemismo per 'culo') in cambio di 30 denari.
La battaglia e' lunga e l'esito incerto. Ma credo basti guardare alle foto delle distruzioni, ricordarsi dei milioni morti ammazzati, di Saddam, Gheddafi, Yugoslavia, Yemen, etc., (e tenere in mente chi ha pianificato da tempo la strategia per la meticizzazione dell'Europa, nonche' la cosiddetta 'globalizzazione'), per rendersi conto che la battaglia va condotta con passione, determinazione e risolutezza.
Giorni fa discutevo con amici cattolici l'influenza talmudista sull'America e le sue politiche. E ho appreso, stupefatto, che durante la messa, di cui i suddetti amici mai saltano una, viene recitata ogni volta, una preghiera per gli ebrei "perseguitati." E siccome questa roba viene dal Vaticano, e' proprio il caso di mettersi le mani nei capelli.

alex1 ha detto...

Attentato in strana coincidenza dell'articolo delirante del nazisionista arabofobo Levi' (quelloche ha fatto propaganda presso Sarkozy perche' attaccasse la Libia sul Corriere che se la prende con l'occidente imbelle "che considera l'Isis il male maggiore e la Siria di Assad un male minore a confronto". Vedreno le reazioni delle diplomazie della "comunita' internazionale". Ed attenzione alle elezioni del presidente Usa. Pur ritendo poco probabile un ribaltamento dei risultati ottenuti (un elettore texano repubblicano pero'ha gia' annunciato pubblicamente che votera' la Killary) ci sono presssioni denunciate persino da Roberts che si verificherebbero sui repubblicani perche' cambino bandiera. Staremo a vedere. Per ribaltare la volonta' popolare servono 37 tradimenti.

Anonimo ha detto...

E intanto l'ONU ha indetto un "Aleppo Day" per sensibilizzare l'opinione pubblica. Inutile dire che il Tg3 ha già aderito.
Altra notizia di oggi: l'arpia Lagarde è stata dichiarata colpevole per aver consentito un grosso risarcimento all'imprenditore francese Bernard Tapie, quando era ministro delle Finanze, tra il 2007 e il 2011 nel governo Sarkozy. Quella che andava dicendo che bisogna rinunciare alle pensioni...

Anonimo ha detto...

Fulvio, quello che sta accadendo è tremendo. Temo che ci attenda il peggio del peggio. Spero di essere in errore, ma questi sono TUTTI PAZZI. Vogliono una guerra totale e globale, prima che Trump presti giuramento. Auguriamoci che la Russia non reagisca e giochi in difensiva, vogliono forzare la situazione a tutti i costi, la feccia diabolico mondialista bancario/ criminale è disposta a tutto. Hanno una fretta TERRIBILE. Sanno di avere il tempo contato e faranno ancora un sacco di luride porcate usando il loro schifoso, vigliacco ed infame terrorismo. Come a partire dall'11 Settembre 2001, dal quale fecero iniziare il tutto.
Oramai hanno completamente gettato la maschera. Delinquenti.

Max

Paolo Selmi ha detto...

Volevo solo tranquillizzare che la preghiera per gli ebrei si recita una volta sola all'anno, in occasione del Venerdì santo, insieme a quella per gli Ortodossi, i Protestanti, i Musulmani, i Buddhisti, gli Animisti, gli Induisti, gli Agnostici e gli Atei.

Per quanto riguarda l'omicidio dell'ambasciatore Andrej Karlov in Turchia, gli analisti russi sono orientati a dividere fra Erdogan, interessato ad accrescere e sviluppare ulteriormente i rapporti con Mosca e gli estremisti, peraltro da lui stesso generati e foraggiati fino a poco tempo fa, entrati nei gangli e radicatisi nelle forze di sicurezza (come l'attentatore, uscito dalle stesse dopo il "golpe" di luglio) e non solo (http://www.fondsk.ru/news/2016/12/20/chudovischnoe-prestuplenie-ubit-posol-rossii-v-turcii-andrej-karlov-43252.html).

Ricordiamo come oggi, "casualmente", a Mosca è prevista la prima riunione dei tre ministri degli esteri russo, iraniano e turco sulla questione siriana: non è perché non ci partecipa la Mogherini o il prossimo pagliaccio a stelle e strisce che questo non sia da considerarsi un evento importante. Anzi, chi ha armato il braccio del nostro attentatore, sa benissimo che da questo triplice dialogo dipendono le sorti di medio oriente e asia centrale, in un asse che, se stabilizzato, si contrapporrebbe a quello US-Israele-Sauditi con una forza senza precedenti, godendo peraltro del tacito assenso dei cinesi. Provokacija, ha detto scusandosi al telefono Erdogan, Provokacija, ha ripetuto al telefono Putin, provokacija, ha detto poco dopo Lavrov. E oggi inizieranno, ulteriori provokacii permettendo, questi benedetti colloqui.

Vedremo.

Un caro saluto,

Paolo Selmi

Anonimo ha detto...

La portavoce dell'Isis Rita Katz lo ha confermato. Sia in Turchia che a Berlino si tratta di terrorismo islamico. Un agente speciale della polizia turca drogato ed impazzito, un cittadino polacco che si è offerto di accompagnare il cattivissimo islamico, datosi alla fuga e che presto sarà rintracciato e si tratterà del solito arabo sfigato, frequentatore di bordelli, dai gusti sessuali non chiari, improvvisamente convertitosi al Jihadismo. Abbiate pietà: cambiate sceneggiatore ad Hollywood.

Massimo Ceci ha detto...

Vediamo la reazione dei russi e di Putin visto che l'uccisione dell'ambasciatore russo ad Ankara arriva un anno dopo l'abbattimento del Sukoi in Siria da parte degli stessi turchi; non vorrei che continuasse a cercare il dialogo con chi, Nato in testa, lo dipinge mentendo spudoratamente come al solito come il demonio in persona.
Da notare il sincronismo degli atti del rettilario con mandanti a Washington; prima s' ammazza l'ambasciatore russo in Turchia e poi si falciano un po di persone a Berlino stile Nizza....ovviamente si comincia a parlare solo del secondo fatto e il primo viene retrocesso tra i fatti secondari o quasi.
Proprio mentre scrivo a Uno mattina parla la Bonino.....della serie facciamoci piu' male che si puo'.

Massimo ha detto...

L'omicidio dell'ambasciatore russo in Turchia può effettivamente essere un atto per cercare di sabotare l'intesa Russia Iran Turchia che potrebbe portare a una soluzione dopo anni di guerra per procura alla Siria e in quanto tale essere stato fatto anche contro il Sultano Erdogan.
Ma mi domando il Sultano controlla ancora in pieno il suo paese se non riesce ad impedire un atto così sfrontato come l'omicidio davanti le telecamere di un ambasciatore straniero nella sua capitale o forse sta giocando, come spesso ha fatto, una sorta di partita a poker barcamenandosi tra riavvicinamento alla Russia e appartenenza alla Nato per cui la Turchia stessa resta uno stato chiave?
Dato il personaggio Erdogan e la sua estrema sfrontatezza già ampiamente dimostrata in passato non mi meraviglierebbe un simile scenario; ricordo che lui è stato uno dei principali sostenitori della guerra alla Siria di Assad fino a pochi mesi fa, salvo poi sembrare di cambiare strategia.
Come sostengo d sempre la Nato non può permettersi smarcamenti dei turchi la cui posizione strategica é di vitale importanza per l'alleanza atlantica.

Anonimo ha detto...

La NSA piu' che lavata con DASH,e' lavata con DAESH,col sangue.
Pero'non sono cosi' pessimista,anzi.Lo ero e,e molto,da diversi anni.Ma il fatto di vederli cosi' nel panico dimostra che sono molto meno abili,meno furbi ed anche meno potenti di quello che credevo.La loro malvagita' non basta a compensare tutte le altre lacune.
Soprattutto il Golem che avevano pensato per il controllo globale gli si e' rivoltato contro.Internet ormai non e' piu' controllabile,troppo tardi.
La gente non crede piu' alle balle a senso unico di tv e giornali .Anzi,ormai c'e' una tale sfiducia che si tende all'esatto contrario di quello che ci vogliono fare credere.
BUON '17 ,ricordiamoci dei corsi e ricorsi storici che predicava gia' il buon Pico della Mirandola.
E il '17 fu un'ottima annata ...

Anonimo ha detto...

@anonimo: corsi e ricorsi, Vico e non Pico. A Fulvio: complimenti!

alex1 ha detto...

Due rapide osservazioni: L'assassinio dell'ambasciatore russo e' sparito dale prime pagine dei giornali online, anche a "porta a porta" Casini ha detto che l'attentato di Ankara, rispetto a quelli verificatasi in Giordania ed a Berlino "e' un altra cosa e segue altre dinamiche" in quanto questi ultimi dappresentano "un attacco alla nostra civilta'". La seconda e' che nella stessa trasmissione si parlava della dichiarazione della Merkel sulla presunta provenienza dell'attentatore (come se la gravita' delle conseguenze fosse minore se provenisse da una specie di ultranazionalista bianco stile Breivik) ed un ospite si auspicava finalmente la costruzione di una moschea nel suo comune cosi' I fedeli islamici potessero essere "meglio controllati" dalle forze dell'ordine, rispetto ai sottoscala ed ai garages. Insomma liberta' di culto anche per loro purche' supercontrollati. Modello Check points in Palestina?

Anonimo ha detto...

Mah. questo omicidio e' molto strano primo essendo stato colpito alle spalle sarebbe dovuto cadere in avanti secondo si sarebbe dovuto vedere il sangue scorrere copioso come negli omicidi di mafia,l'operatore tv che faccia a faccia al killer in stile james bond non scappa ma lo inquadra, si vedono delle figure che rimangono impassibili dietro agli amplificatori voce mentre tutti scappano.. sembrava un set.... che sia un false flagg russo in combutta con quel fango di Erdogan, per guadagnarsi un po' di commiserazione nazionale ed avere l'autorizzazione per azioni antiterrorismo pro siria? secondo me questo false flag Russo e' come una sorta di Jolly che Putin sta giocando.
Russian Ambassador Assassinated (Comedy Gold) - Winner of 2016 Worst Hoax Award
https://www.youtube.com/watch?v=FV-IQgDwY6c
Fake News - Russian Ambassador Assassination Hoax
https://www.youtube.com/watch?v=zDiGHMxPeZw

Fulvio Grimaldi ha detto...

Anonimo e tutti@
Non spesso, ma a volte capita che qui s'infilino delle fenomenali cazzate.

Anonimo ha detto...

Gianbattista Vico,non Pico della Mirandola.
E il bello e' che ,beata ignoranza,ero proprio convinto.Non ho neanche verificato.
Ammetto la formidabile cazzata filosofica e chiedo venia,ma la false flag russa non e' opera mia !
Luca.